La passione… va allenata! – 2/2

L’articolo precedente è un invito ad effettuare un allenamento periodico specifico sui tornanti, percorso fra i più difficili da affrontare in moto. In questa breve seconda parte, prendo in prestito alcuni spunti di teoria delle scienze neuro-motorie per validare quanto asserito.

Il senso cinestesico

I numerosi modelli di moto in commercio offrono diverse risposte alle sollecitazioni in curva, penso sia importante quindi conoscere certi aspetti con cui ci mettiamo in relazine con l’ambiente per capire come adattarsi al meglio alla guida sicura della propria moto. A tal fine il termine “conoscenza” deve essere inteso come armonizzazione del proprio senso cinestesico ai comportamenti della propria moto in corsa e in piega.

Ma cos’è il senso cinestesico?

Il senso cinestesico (o propriocettivo), è quella capacità con la quale riusciamo a percepire in ogni istante la posizione del nostro corpo nello spazio. Ciò è reso possibile grazie all’esistenza di neuro recettori, detti anche “propriocettori”, situati nelle articolazioni, nei muscoli, nei tendini, nell’apparato vestibolare (sede del senso dell’equilibrio). Tali elementi inviano continuamente informazioni al sistema nervoso centrale affinché abbia tutti i dati necessari per farci percepire correttamente la posizione del nostro corpo in quell’istante e impartire gli opportuni comandi.

Attraverso tali strutture riusciamo, di conseguenza, a percepire anche la posizione in cui si trova la moto. Di fatto pilota e moto formano un corpo unico.

La capacità propriocettiva favorisce l’apprendimento delle tecniche motociclisiche. da qui nasce l’esigenza di esercitarsi frequentemente per migliorare sempre di più la coordinazione dei nostri movimenti con quelli della moto e correggerli in caso di errate azioni da noi commesse o in seguito a cause esterne.

Per gestire la complessità del rapporto pilota-moto i recettori prpriocettivi operano in coordinazione con gli altri cinque sensi.
Alcuni esempi di coordinazione: lo spostamento verso la parte interna della curva per riequilibrare la forza centrifuga che tende a spingere la moto verso la parte esterna della curva; i movimenti coordinati durante il cambio marcia tra mano ds (gas), mano sin (frizione) e piede sin (leva cambio); la repentina scalata di marcia in ingresso in curva per sfruttare il freno motore, la coordinazione tra un segnale visivo o uditivo e la conseguente reazione di accelerare, frenare, schivare un oggetto, ecc.

L’unione di due sistemi di controllo per potenziare la sicurezza

Il sistema propriocettivo, operando, come detto, di concerto con le informazioni visive, tattili e uditive, consentono un pieno adattamento del proprio corpo alla gestione di una moto su strada migliorandone il controllo.

Una splendida accoppiata. La tecnologia delle moderne motociclette fornisce strumenti elettronici che, di fatto, simulano i sistemi di controllo del nostro organismo. uno di questi è rappresentato dalla cosiddetta “piattaforma inerziale“.
I due sistemi, organico e tecnologico insieme, garantiscono potenzialmente una sicurezza di guida impensabile solo qualche decennio fa.
Ovviamente da soli non ci tolgono dai guai se non li utilizziamo entro un range di scelte compatibili con le loro stesse possibilità di intervento. Infatti le aziende motociclistiche, in riferimento alla piattaforma inerziale ne specificano, riportandolo sul manuale di guida e manutenzione, i limiti di applicazione.

Cos’è la piattaforma inerziale?

La piattaforma nerziale è quel dispositivo elettronico che, grazie ai segnali forniti da sensori disposti in punti strategici della moto, consente di ripristinare la perdita di aderenza della gomma posteriore, oppure attivare un’ottimale ripartizione di frenata in caso di improvvisi o istintive e inopportune frenate ecc.

Mi pare veramente stupefacente l’analogia tra i sistemi organici e quelli tecnologici. Parallelismo che rafforza quanto scritto sopra quando affermo, forse troppo enfaticamente, che moto e pilota sono un tutt’uno.

La funzione sviluppa l’organo

Per concludere, le funzioni del nostro sistema nervoso deputate alla relazione con l’ambiente esterno sono una componente importantissima nella guida della motocicletta. Per operare al meglio devono essere sempre sollecitate in maniera specifica con un allenamento sistematico tecnico-motociclistico e muscolare-organico.
Ricordiamo sempre che tali capacità, assieme alle innovazioni tecnologiche, pur rappresentando un forte impulso alla sicurezza stradale a nulla valgono se non utilizzate con la dovuta razionalità nella guida sulle nostre strade trafficate.

Guida proattiva

Consiglio vivamente di non dare mai niente per scontato quando si guida sulle strade. Anticipare il più possibile eventuali problematicità dovute alle condizioni delle strade, del traffico, alle imprevedibili manovre degli altri utenti…compresi i pedoni.

Di questo argomento magari ne parlerò in un altro articolo.

2 commenti su “La passione… va allenata! – 2/2”

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