Lazio – Celleno

Viaggiare è andare oltre gli stereotipi del “sentito dire”, del giudicare senza comprendere.

Dove andiamo oggi?

Con Maurizio abbiamo deciso di visitare Celleno, un paese che si trova a pochi chilometri dal lago di Bolsena.
Ci mettiamo subito In sella alle nostre moto.

Guidiamo due V Strom, la 650 e la 1050, due infaticabili mangia Km. In questo genere di “uscite”, a mio giudizio alla maggiore potenza della 1050 fa da riscontro una maggiore gestibilità della 650 in quanto più leggera, quindi ottima nelle strette strade dei borghi che richiedono manovre da fermi.

V Strom 1050

V Strom 650

Qualche info sui percorsi scelti

La Cassia, quella originale, che va da Roma a Firenze, in periodi preistorici era una direttrice di spostamento delle popolazioni in direzione nord-sud e la Veientana rappresentava il primo tratto di congiunzione tra Roma e Veio. Percorriamo quella nuova, Cassia SR bis o Vientana, inaugurata negli anni ‘70, è una variante costruita al fine di ridurre il traffico per un buon tratto della Cassia SS2 ad unica carreggiata.

Stiamo per entrare nel territorio della Tuscia (Etruria) dove sono visibili e ben conservati siti antichissimi.
Passare dalla città alla campagna con i suoi enormi spazi ed i numerosi borghi tipici della Tuscia è come effettuare un veloce e sorprendente salto spazio-temporale di parecchi secoli il cui effetto è una forte sensazione di libertà.

Maurizio con questa bella foto esprime efficacemente il salto spazio-temporale

Celleno

   Celleno vecchia, come altre località del Lazio, è definito "borgo fantasma" a causa dell’abbandono negli anni ‘50. Le cause dello spopolamento, lentamente iniziato molti secoli prima a causa di frequenti terremoti, sono da imputare all’erosione e dalle frane del fondo argilloso su cui poggia il borgo che rendono le abitazioni pericolosamente instabili. Al di là di qualche abitazione e dei ruderi rimasti spicca il Castello degli Orsini.

La cittadella nei secoli fu terra di conquista per la sua posizione strategica, teatro di lotte tra Guelfi e Ghibellini, si alleò con Viterbo contro Orvieto. Fra le diverse nobili famiglie di cui fu possedimento, l’ultima, degli Orsini, fu la più nefasta per via delle lotte contro la Chiesa la quale, successivamente, fu proprietaria sino all’Unità d’Italia nel 1870.

Inglobato nel borgo si trova il Castello degli Orsini, un edificio nobiliare e fortezza, che domina ciò che resta del paesaggio medievale. Purtroppo non è possibile visitarlo.


Interesssante sapere che nel 1973 il Castello venne acquistato da Enrico Castellani, pittore di fama mondiale, in cui visse gli ultimi anni sino alla morte nel 2017


Suggestiva la piazza del Mercato con alcuni palazzi ancora in piedi e la Chiesa di San Carlo. All’interno della Chiesa si trova un crocefisso del ‘600; l’esterno offre la vista di un bel portale del ‘500.

Oltre al castello un altro interessante luogo è il Convento di San Giovanni Battista, XVII secolo, che si trova più in basso, sulla strada. Molto bello il chiostro affrescato ed i giardini annessi.

Qualche indicazione culinaria

In genere, per dedicare più tempo alla visita dei posti ci portiamo il pranzo al sacco ma non disdegniamo un buon pranzetto quando lo riteniamo necessari. Oggi la visita è durata circa 3 ore, decidiamo quindi di rimetterci in viaggio verso il vicino lago di Bolsena.


Arrivati propongo di andare a pranzo in uno dei tanti locali lungo il lago. Dato che c’ero già stato. propongo di raggiungere il ristorante “Da Peppe Il Pescatore“.


Un bel posto e la cucina è semplice e saporita. Linguine al coregone e per secondo… coregone al limone. Pranzo leggero come si conviene quando si viaggia in moto. Il rapporto qualià-prezzo è ottimo. La giornata feriale di ottobre è splendida, troviamo pochissima gente. Il luogo è molto bello e decidiamo di fare un’ulteriore sosta con passeggiata lungo le rive del lago.

Percorso

Di solito, quando possibile, evitiamo le autostrade ed oggi è uno di quei giorni: decidiamo di prendere la Cassia Veientana (SR2 bis), che, si spera, sia meno trafficata della principale, via Cassia (SS 2). Fortunatamente il traffico è scarso e l’andatura è… a filo di codice, ma sempre con gli occhi attenti a non superare i limiti, del resto gli autovelox frequenti ce lo ricordano.
Al bivio per Cesano, dopo circa 15 Km, ci si immette sulla Cassia.

Il tragitto è lineare, dall’uscita del GRA e per un buon tratto si viaggia in doppia carreggiata. Insomma in 1h30’ si raggiunge Celleno.
Scegliendo l’autostrada, invece, occorre uscire ad Orte e poi…seguire un navigatore.

Uno sguardo anche all'interno del borgo dove è allestita 
un'esposizione di antichi attrezzi di lavoro

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